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IL MUSEO BOMBICCI RIAPRE CON UNA COLLEZIONE ANCORA PIU' RICCA E UNA MOSTRA IN OCCASIONE DI ART CITY Bologna 2026

Dopo un breve periodo di chiusura il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci riapre il 4 gennaio 2026 rinnovato nell’esposizione grazie all’arrivo in comodato gratuito di una parte della ricchissima collezione di Maurizio Marzadori, collezionista e antiquario bolognese: una selezione di giocattoli per bambini dal 1900 al 1950 che comprende creazioni della Lenci, opere di legno realizzate coi personaggi della letteratura dell'infanzia, del Corriere dei Piccoli, di Pinocchio, di Disney, altri creati da artisti come Cambellotti e Prini e giocattoli futuristi, costruttivisti, autarchici, mezzi di trasporto, birilli, musica, sport, giochi tavolo, varie, grande casa delle bambole, una stanzetta per il gioco della bambola e una storia dell'arredo attraverso i modellini da bambola.


Alla collezione Marzadori è stato riservato uno spazio espositivo del Museo didattico scientifico Luigi Bombicci dove i giocattoli sono esposti all’interno di una scaffalatura da negozio in legno di rovere originale dei primi del Novecento, anch’essa donata da Marzadori, che riproduce una sorta di negozio dell’epoca.

Con la riapertura del Museo dopo il riallestimento, riprenderanno anche le attività didattiche rivolte alle scuole della città. Le proposte hanno come riferimento fondamentale le collezioni che Luigi Bombicci realizzò nel primo Novecento con lo scopo di mettere a disposizione delle classi elementari di allora un’ampia varietà di oggetti del mondo naturale e di quello costruito dall’uomo intorno ai suoi bisogni primari: alimentazione, abbigliamento e abitazione. Queste collezioni sono arrivate ai giorni nostri nella forma di tre bellissimi armadi con 30 cassetti per ognuno: regno animale, regno vegetale e regno minerale.

Intorno agli argomenti dei cassetti Bombicci, sono state costruite una serie di proposte laboratoriali che da quest’anno rientra nel catalogo per le scuole del Settore Musei Civici di Bologna. La proposta a cura di “Senza titolo” mette al centro il dialogo con l’arte e la contemporaneità, ora integrata di una nuova progettazione dedicata alla collezione Marzadori.

In occasione di Art City 2026 Artierranti e Bianca Basile presentano Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio, una mostra personale di Arianna Pace (Pesaro, 1996) articolata tra il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci e l’Officina Artierranti.
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